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I Malavoglia - Riassunto capitolo per capitolo

04-26-2012, 03:21 PM
Messaggio: #1
I Malavoglia - Riassunto capitolo per capitolo
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CAPITOLO 1
Presentazione della famiglia dei Malavoglia: contrariamente a quanto dice il cognome, questa è una famiglia di lavoratori, infatti sono dei pescatori che vivono a Trezza.
Il capofamiglia è padron ‘Ntoni che vive con il figlio Bastianazzo (Bastiano), la moglie del figlio la “la Longa” (Maruzza) e i nipoti: ‘Ntoni, Luca, Mena (Filomena chiamata anche Sant’Agata perché era sempre al telaio), Alessi (Alessio) e Lia (Rosalia). Spesso, quando parla, Padron ‘Ntoni inserisce nei suoi discorsi dei motti e dei proverbi.
Un giorno ‘Ntoni viene chiamato alla leva di mare e alla fine parte: la sua famiglia non è molto contenta perché le sue erano braccia che servivano per il lavoro, così che per sostituire ‘Ntoni, padron ‘Ntoni aveva dovuto assumere Menico della Locca sulla sua Provvidenza (barca di famiglia).
‘Ntoni manda delle lettere alla famiglia dove sembra subito entusiasta ma poi si lamenta un po’. Per avere altri guadagni, padron ‘Ntoni si mette d’accordo con Campana di legno (zio Crocifisso) di metter su un negozio di lupini e trasportarli con la Provvidenza, così questa vecchia barca parte con a bordo Menico, Bastianazzo e i lupini.

CAPITOLO 2
Piedipapera e padron ‘Ntoni parlano con altri personaggi di Campana di legno: alcuni dicono che è una brava persona, altri che è uno sfruttatore.
Padron Cipolla chiede in sposa la Mena per suo figlio Brasi (se il negozio dei lupini sarebbe andato bene, la Mena avrebbe avuto la sua dote in contanti e l’affare si sarebbe concluso presto). Ogni tanto la Zuppidda si intromette nei discorsi per parlare di tutti perché lei sapeva tutto quello che succedeva in paese. Si parla inoltre di Alfio Mosca (possedeva solo un carretto e un asino) e della Vespa che non aveva voluto sposarlo. Le ragazze (Mena, Nunziata) erano dalla parte di Alfio Mosca perché era povero e solo. C’è anche don Giammaria che accusa tutte le persone che vede e dice i loro difetti.

CAPITOLO 3
Sta arrivando il brutto tempo e tutti hanno paura per la sorte della provvidenza, di coloro che ci sono sopra e per le 40 once di lupini. Alla fine si viene a sapere che la Provvidenza si è trovata in una tempesta, Menico e Bastianazzo sono morti e il carico dei lupini è andato perduto.

CAPITOLO 4
La cos a che più infastidiva lo zio Crocifisso era che i lupini li avevano presi a credenza e quindi tramite prestito (perché lo zio Crocifisso guadagnava prestando i soldi alla gente e farcendoseli restituire con gli interessi). Vi è il funerale di Bastianazzo. Lo zio Crocifisso sa che i Malavoglia sono dei galantuomini e che quindi gli pagheranno le 40 once di lupini. Si tiene una specie di ricevimento nella casa del nespolo (abitazione dei Malavoglia) in cui si parla della drammatica condizione familiare ed economica della famiglia dei Malavoglia. Una soluzione sarebbe stata vendere la Provvidenza e la casa ma questo non si poteva fare perché su di esse c’era una parte della dote della Maruzza e quindi lo zio Crocifisso non poteva essere ripagato.

CAPITOLO 5
Mena viene sapere da Alfio Mosca che è stata promessa in sposa a Brasi (figlio di padron Cipolla) e allora in paese ci si chiede come farà padron ‘Ntoni a pagare la dote della nipote. Mena è una ragazza molto educata e Alfio Mosca è innamorato di lei.
In paese giunge la notizia che è stata ritrovata la Provvidenza e così giunge4 il pensiero che forse i Malavoglia potevano tirarsi su aggiustando la barca e avrebbero potuto preparare la dote per Mena. Purtroppo la Provvidenza che era stata ripescata era in gravi condizioni ma padron ‘Ntoni decide di far4la aggiustare. Giunge anche una lettere che parla dell’imminente ritorno di ‘Ntoni dalla leva.

CAPITOLO 6
La Mangiacarrubbe ha messo gli occhi su ‘Ntoni. La mattina seguente di buon’ora ‘Ntoni, padron ‘Ntoni, Alessi e altri cominciano a pescare. Campana di legno decide di concedere ai Malavoglia di rimandare il pagamento dei lupini a Natale ma, una volta giunto il Natale, i Malavoglia non hanno ancora abbastanza denaro. Cos’ lo zio Crocifisso decide di mandare un usciere per sollecitare il pagamento, allora i Malavoglia si rivolgono a un avvocato per sapere cosa possono fare e questi risponde loro che non devono pagare niente perché non è colpa loro se i lupini sono andati perduti. Però per correttezza padron ‘Ntoni decide di volerli pagare lo stesso per mantenere la fama di galantuomini propria dei Malavoglia.
Padron ‘Ntoni decide inoltre di far sistemare la Provvidenza per poi venderla o riutilizzarla per recuperare un po’ di denaro.

CAPITOLO 7
Luca parte per la leva. I Malavoglia mettono in mare la Provvidenza aggiustata da Zuppiddo. Lo zio Crocifisso vende il credito dei lupini a Piedipapera. Tutta la famiglia fa il possibile per guadagnare i soldi per saldare il debito dei lupini. In paese c’è malcontento perché gira voce che il sindaco e il suo segretario (don Silvestro) vogliano mettere il dazio sul sale e sulla pece per arricchirsi. Una sera ‘Ntoni incontra Piedipapera e lo accusa di essere un imbroglione (‘Ntoni era venuto a sapere che in realtà lo zio Crocifisso non aveva venduto il credito dei lupini a Piedipapera ma era tutta una finzione per fregare i Malavoglia): i 2 si picchiano.
‘Ntoni vuole sposare Barbara Zuppidda, ottiene il consenso dei genitori di lei ma padron ‘Ntoni non vuole perché prima si deve sposare Mena.

CAPITOLO 8
‘Ntoni e Barbara si vogliono sposare. La notizia dei due ragazzi che parlavano di nascosto si diffonde in paese per opera della Vespa. Gli altri uomini sono invidiosi, allora Don Silvestro cerca di9 approfittarne aumentando la discordia fra ‘Ntoni e Don Michele. Pizzuto vuole levare di mezzo ‘Ntoni servendosi di Piedipapera e fingendosi amico di Don Michele. La Vespa è gelosa del reciproco sentimento fra la Mena e Alfio Mosca: la Vespa crede di essere la donna giusta per Alfio ma finge di non essere interessata a lui per sembrare “superiore”. Brasi e padron Cipolla vanno a trovare Mena: loro due e padron ‘Ntoni sono contenti dell’imminente matrimonio mentre Mena non lo è. I Malavoglia ricevono visite anche da Alfio Mosca: è venuto a salutarli prima di partire. Più tardi Alfio Mosca confessa a Mena di essere innamorato di lei (e avrebbe voluto sposarla se fosse stato più ricco) e Mena gli fa capire che ricambia il sentimento ma i due devono accettare quello che il destino ha riservato loro.

CAPITOLO 9
Padron ‘Ntoni porta una parte del denaro allo zio Crocifisso ma questo non è contento perché vorrebbe tutti i soldi. Si avvicina sempre di più il momento del matrimonio fra Mena e Brasi e i Malavoglia tengono una festa in casa loro. Questa occasione, però, desta il fastidio di comare Zuppidda perché i Malavoglia hanno chiesto a comare Piedipapera e non a lei di pettinare Mena per il matrimonio. Tutti i Malavoglia sono contenti (anche perché stanno a poco a poco recuperando dei soldi) tranne Mena che sembra un po’ triste. In paese giungono dei soldati della marina a portare la notizia che durante un combattimento sono affondate alcune navi cariche di soldati, tra i quali c’era probabilmente anche Luca. Padron ‘Ntoni e la Longa vanno a Catania per avere notizie di Luca e scoprono che è morto in quel combattimento navale. ‘Ntoni porta altri soldi ma non sono ancora abbastanza; così i Malavoglia si vedono costretti ad andarsene dalla casa del nespolo (che devono dare a Piedipapera) e a vivere in una casa in affitto. Ormai in paese i Malavoglia sono esclusi e abbandonati ai loro problemi. Venera Zuppidda non vuole che sua figlia Barbara sposi ‘Ntoni (ed è ancora arrabbiata perché avevano chiesto alla Piedipapera e non a lei di pettinare Mena) e alla fine la Zuppidda e Maruzza (la Longa) non si parlano più. Barbara decide di lasciare ‘Ntoni, non lo vuole più sposare perché non è più ricco (perso la casa, debito dei lupini…).

CAPITOLO 10
I Malavoglia riescono spesso a pescare molto pesce e la loro situazione economica sembra migliorare. Ci sono, però, giornate in cui rischiano di perdere nuovamente la Provvidenza e con lei anche la pesca e la vita: infatti una sera padron ‘Ntoni, Alessi e ‘Ntoni si ritrovano nel mezzo di una tempesta; alla fine riescono a riportare la Provvidenza sulla riva ma nell’impatto padron ‘Ntoni batte la testa e dopo pochi giorni in cui ha comunicato le sue volontà alla famiglia guarisce miracolosamente. Intanto Barbara ha messo gli occhi su Don Michele (era stato lui a lanciare la corda alla Provvidenza salvando così i 3 Malavoglia dalla burrasca). Padron ‘Ntoni recupera pian piano la salute e la Provvidenza viene di nuovo aggiustata. La Vespa, dopo che Alfio Mosca non aveva voluto sposarla e se n’era andato, ci prova con Brasi Cipolla (dato che il suo matrimonio con Mena era andato all’aria). Gli affari procedono sempre meglio per i Malavoglia e progettano di ricomprare la casa del nespolo e preparare la dote per Mena.

CAPITOLO 11
‘Ntoni è stanco di una vita così faticosa, vorrebbe andarsene in qualche grande città per far fortuna e questo suo desiderio intristisce la madre. Padron ‘Ntoni allora gli dice che è meglio rimanere a Trezza e lavorare come ha sempre fatto tutta la famiglia. La Longa convince ‘Ntoni a restare finche i suoi fratelli saranno indipendenti e lei e il nonno saranno morti; allora ‘Ntoni non avrà abbastanza coraggio per andarsene. La Longa si ammala di colera (era stato portato a Trezza da alcune persone scappate da Catania per la paura del contagio) e muore. La famiglia è molto triste, il paese ha paura dell’epidemia e si teme che dopo il colera venga la fame. ‘Ntoni decide di andarsene, così parte lasciando quei pochi che sono rimasti della sua famiglia.

CAPITOLO 12
Senza ‘Ntoni che lavora, i Malavoglia si trovano senza denaro e per poter comprare in futuro la casa del nespolo decidono di vendere la Provvidenza e gli attrezzi allo zio Crocifisso (grazie alla mediazione di Piedipapera). Piedipapera convince Fortunato Cipolla ad assumere padron ‘Ntoni e Alessi. Mena lavora molto e pian piano cominciano a recuperare un po’ di soldi. Alessi dice a Nunziata che, una volta grandi, vorrebbe sposarla e le parla dei suoi progetti e di tornare a vivere nella casa del nespolo.
‘Ntoni torna a casa ma senza aver fatto fortuna. Gli uomini del paese parlano fuori dalla bottega dello speziale: parlano della società e criticano il fatto che gente come don Michele (guardia doganale) non fa niente tutto il giorno ma prende comunque la sua paga giornaliera mentre le altre persone fanno lavori molto faticosi e guadagnano meno di lui.

CAPITOLO 13
Padron ‘Ntoni è preoccupato perché ‘Ntoni torna spesso a casa ubriaco (beve per non pensare alla sua condizione), poi decide di non bere più e tornare a lavorare più di prima.
Ma alla fine ogni tanto si ubriaca di nuovo (come Rocco Spatu). Don Michele mette glki occhi su Lia; ‘Ntoni viene mantenuto dalla Santuzza che gli dà da bere e da mangiare e lui ricambia il favore quando c’è qualcuno che non vuole pagare il conto all’osteria. Lo zio Crocifisso si sposa con la Vespa ma il matrimonio non va molto bene perché la Vespa sperpera il denaro (soprattutto quello del marito). Padron ‘Ntoni rimprovera a ‘Ntoni il fatto che il nipote non si occupi più della famiglia ma viva per se stesso. Don Michele fa il filo a Lia e le confida cose che la gente non sa, ovvero che ‘Ntoni non dovrebbe frequentare Cinghialenta, Rocco Spatu e Piedipapera perché sono coinvolti in imbrogli e contrabbandi. La Santuzza comincia a trattar male ‘Ntoni perché è un fannullone . In tanto Mena, Lia e padron ‘Ntoni sono tristi e stanchi e ‘Ntoni non ne vuol sapere di tornare a lavorare per la sua famiglia ma vuole solo che Don Michele e la Santuzza vengano derisi da tutto il paese per come lo hanno trattato, soprattutto dopo che Don Michele e la Santuzza hanno fatto pace (e un giorno ‘Ntoni e Don Michele si picchiano).

CAPITOLO 14
Una notte ‘Ntoni, Cinghialenta, Spatu e il figlio della Locca sono ubriachi: ‘Ntoni vuole finire di picchiare Don Michele ma vengono mandati via dall’osteria della Santuzza. Allora vanno da Pizzuto per un po’, fino a quando decidono di recarsi alla sciara per far sbarcare della merce di contrabbando. Don Michele aveva avvertito Lia di tenere suo fratello in casa, ma ‘Ntoini non si era fatto vedere. Allora i 4 ragazzi vanno alla sciara ad aspettare la merce ma cadono in un’imboscata della polizia: ‘Ntoni accoltella Don Michele e viene catturato assieme al figlio della Locca. Il giorno dopo tutto il paese viene a sapere quello che è accaduto durante la notte. ‘Ntoni viene condotto in carcere e padron ‘Ntoni paga un avvocato affinché faccia liberare suo nipote il prima possibile. ‘Ntoni viene condannato a 5 anni di galera; al pro***** era presente anche padron ‘Ntoni che viene a sapere che la nipote Lia se la faceva con Don Michele. Lia decide di andarsene di casa.

CAPITOLO15
Di Lia non si sa più niente (forse è andata a vivere con Don Michele). ‘Ntoni aveva sperperato tutto il denaro, Alessi era sempre via a lavorare, Mena è sola e nei momenti tristi va a piangere sul letto della madre e padron ‘Ntoni è molto vecchio e aspetta impaziente che per lui arrivi la morte. Alfio Mosca torna a Trezza (con il mulo e non più con l’asino) e trova tutto molto cambiato. A padron ‘Ntoni non piacer l’ospedale dei poveri ammalati ma vorrebbe andarci per non pesare più sulla sua famiglia ora che è diventato inutile. Lo zio Crocifisso e Fortunato Cipolla si lamentano delle loro mogli (la Vespa e la Mangiacarrubbe). Un giorno padron ‘Ntoni approfitta di un momento in cui è a casa da solo per farsi portate all’ospedale da Alfio Mosca (il quale durante il viaggio confida a Nunziata di sapere che Lia è in prigione). Fortunato decide di lasciare la Mangiacarrubbe per sposare Barbara Zuppidda. Alfio propone a Mena di sposarlo ma lei ma lei, non si sa perché, rifiuta. Intanto Alessi e Nunziata si sposano, comprano la casa del nespolo e abitano lì assieme a Mena. Mena rivela ad Alfio il motivo per cui non vuole sposarlo: non vuole che si parli male di lui perché ha sposato una Malavoglia. Mena e Alessi vanno a trovare il nonno, gli propongono di tornare a vivere con loro nella casa del nespolo, lui accetta molto contento ma quando tornano con il carro per portarlo a Trezza non lo trovano più perché è morto. Una sera ‘Ntoni torna a casa per rivedere la sua famiglia, poi da un’ultima occhiata alla casa del nespolo, siede su un muretto a pensare e, infine, prima del nascere del giorno se ne và.
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