Testo argomentativo sulla pena di morte

By | 24 dicembre 2014

Pena di morte – Testo Argomentativo

Tanti paesi, circa 78, tutt’oggi praticano la pena di morte, alcuni solo per casi gravi, quali l’omicidio e l’alto tradimento, altri invece anche per crimini come la rapina e lo stupro se non addirittura per apostasia e traffico di droga.

Questo è stato, come è ancora oggi, un argomento che ha suscitato grandi polemiche e dibattiti.

La pena di morte, come dice Cesare Beccaria, non è assolutamente un diritto, ma solo una vendetta della nazione contro un cittadino, che magari pentito o incosciente ha commesso un reato. Una delle prime norme a cui la pena di morte va in contro è la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che se pur non essendo un trattato internazionale è un’ideale pensato per essere raggiunto da tutti i popoli.

Non bisogna poi assolutamente pensare che la pena di morte sia un deterrente dei crimini, come ci conferma la più famosa organizzazione internazionale impegnata nella difesa dei diritti umani: Amnesty International, la quale rivela che in Arabia Saudita, paese che esercita la pena di morte, le esecuzioni sono in netto aumento. Altri invece, come il giornalista Jeff Jacoby, pensano che la pena di morte sia giusta, affermando che la società che condanna un individuo soltanto alla prigione sia una società che non pensa alla gravità dell’assassinio. Ci sono poi molte persone che sono favorevoli alla pena di morte, infatti fanno riferimento all’autore della così detta “strage di Oslo” in cui Anders Breivik, che ha ucciso circa 70 ragazzi di età molto giovane, non è stato condannato alla pena di morte né all’ergastolo poiché in Norvegia sono state abolite entrambe le condanne. Certo la pena di morte in casi come questi può far riflettere, ma è necessario comunque pensare ai problemi mentali, ma anche familiari che questi uomini hanno avuto.

Nonostante questo la pena di morte rimane per molti un omicidio commesso da leggi che dovrebbero invece evitarlo. La prigione inoltre non resta solo un luogo in cui i criminali possono riflettere e allo stesso tempo pentirsi del crimine commesso, ma è anche un’opportunità per rendere il criminale un uomo più ragionevole, cosa che invece la pena di morte non consente di fare.

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